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Come valutare l’immobile oggetto di compravendita

Aggiornato il: mar 9

Le criticità essenziali in una compravendita immobiliare, causa la rilevanza economica della transazione, sono fondamentalmente due, le criticità di natura urbanistico-edilizie, legale e fiscale e le criticità di natura economico-finanziaria, ovvero la corrispondenza del prezzo di compravendita all’effettivo valore dell’immobile e, in molti casi, la possibilità di finanziare l’acquisto con mutui e finanziamenti.

Infatti l’acquisto di un immobile ad un prezzo troppo alto (oppure troppo basso nel caso di vendita) arreca un danno patrimoniale certo anche in presenza di una piena linearità delle procedure formali di natura legale e fiscale.



Un’ appropriata stima immobiliare ex ante, da un lato quale fattore di verifica della corrispondenza del prezzo richiesto dalla parte venditrice con l’effettivo valore di mercato dell’immobile oggetto di compravendita, dall’altro quale concreto, diretto (e implicito) fattoredi tutela degli interessi economici delle parti, può avvenire con diverse modalità.


1 - Stima sommaria fatta dall’agenzia immobiliare, al fine della determinazione del più probabile valore di mercato, in funzione della commercializzazione del bene;


2- Giudizio di stima sintetico, ovvero una breve relazione resa da un valutatore indipendente qualificato (architetto, ingegnere, geometra, perito esperto edile, agente immobiliare, ecc.) con l’indicazione del valore economico dell’immobile definito sulla base di specifici procedimenti estimativi.


3 - Valutazione analitica, ovvero una perizia di stima (o Rapporto estimativo, come definito nel Codice delle Valutazioni Immobiliari)finalizzata a verificare le caratteristiche intrinseche ed estrinseche del bene immobiliare, incluse – tra l’altro – la conformità urbanistico-edilizia, catastale e impiantistica.


Fonte: https://www.pg.camcom.gov.it

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